Il videomessaggio del Papa: la tecnologia unisca e non divida

Nel videomessaggio pubblicato per accompagnare l’intenzione di preghiera del mese di aprile, Papa Francesco lancia un appello che tocca il cuore della vita contemporanea: non permettere alla tecnologia di spegnere l’umanità. Il video, registrato prima del recente ricovero al Policlinico Gemelli, è un’esortazione a riscoprire il valore dello sguardo, dell’incontro reale, della relazione vissuta “a occhi nudi”, al di là dello schermo.

«La tecnologia deve servire per unire, non per dividere», afferma con chiarezza il Pontefice, sottolineando come gli strumenti digitali – frutto dell’intelligenza umana, quindi dono di Dio – possano diventare trampolini per il bene comune, oppure barriere invisibili che escludono, isolano, disumanizzano. «Se passiamo più tempo con lo smartphone che con le persone, qualcosa non funziona», osserva Francesco. Dietro ogni schermo, infatti, c’è sempre una persona reale «che respira, ride, piange».

Un invito alla preghiera per un uso etico della tecnologia

Il cuore dell’intenzione di aprile è chiaro: pregare affinché le nuove tecnologie non sostituiscano le relazioni, ma le sostengano, promuovano la dignità di ciascuno e offrano risposte concrete alle sfide del nostro tempo. Una richiesta che si inserisce nel cammino verso il Giubileo, per il quale pregare secondo le intenzioni del Papa rappresenta una delle condizioni spirituali per ottenere l’indulgenza plenaria.

Il messaggio è stato diffuso dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa, con il supporto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e realizzato da Coronation Media. Tradotto in 23 lingue, il video è disponibile anche sui canali social ufficiali della Santa Sede, come @Pontifex su X e @Franciscus su Instagram.

Tecnologia al servizio dell’uomo, non viceversa

Il Papa mette in guardia dai rischi connessi a un uso distorto del digitale: dall’isolamento sociale alla dipendenza dagli schermi, dal cyberbullismo alla polarizzazione nei social media. Ma più in profondità, ciò che preoccupa è l’indifferenza che può nascere quando dimentichiamo che dietro ogni messaggio, ogni foto, ogni like, c’è un volto.

Francesco ribadisce che la tecnologia non può favorire solo alcuni, lasciando altri ai margini. Deve piuttosto diventare strumento concreto per migliorare la vita dei più fragili: poveri, malati, persone con disabilità. Deve aiutare a custodire il pianeta, promuovere la cultura dell’incontro e costruire ponti di fraternità.

Image by JEROME CLARYSSE from Pixabay

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